10 emozioni che mi mancheranno

Lasciare la strada certa per l’incerta non è mai facile.

Sempre la solita frase fatta che si pronuncia al bar con le amiche o dalla parrucchiera.

Ma ahimè non c’è nulla di più vero nelle frasi popolari, che si tramandano nei tempi.

E’ arrivato il momento di cambiare: di staccarsi dalla quotidianità e di immergersi in una nuova avventura.  Vorrei abbracciare una ad una tutte le persone che ho potuto conoscere in questo intenso percorso di quasi sei anni. Vorrei dire loro cosa mi mancherà di più di “noi”. So benissimo che questo però non è possibile. La mia emotività è oggi alle stelle… Così per codardia lo scrivo e ve lo dedico in 10 punti elencati e numerati non certo per ordine di importanza ma per pura casualità mentale.

Avrete sicuramente modo di leggerlo dopo la piacevole cena trascorsa insieme.

Buona Lettura 🙂

  • Il caffè della mattina con Melissa alle 8.25 prima di leggere la posta e di iniziare a lavorare: un condensato di pensieri e parole che spaziano dall’ultimo look visto sul giornale, alle emozioni più profonde fino a toccare gli obiettivi personali sul lavoro.
  • I messaggi vocali di Greta che esce prima per andare dalla sua splendida figlia e che riassumono i fatti eclatanti della sua giornata. Messaggi che ascolto come consuetudine malata appena entro in auto la sera nel percorso lavoro – casa.
  • I momenti sclero con Marcella che si esauriscono con una fragorosa risata e con una mia massima di circostanza “Beh, almeno ci divertiamo”.
  • Le sessioni in palestra dove in 30 minuti vorrei fare braccia-gambe-glutei-addominali ,.. e che alla fine si riducono in chiacchiere e risate.
  • Le cene di Natale che sembrano sempre le solite ma che ogni anno si caratterizzano  per un evento particolare e indimenticabile.
  • Il club dei cancerini diretto da Francesco! Troppo forte. Un gruppo coeso dell’azienda che condivide i tratti del carattere tipico di chi è nato sotto il segno del cancro: nostalgia, pessimismo cosmico, senso della famiglia… per non parlare poi del tratto condiviso con la T maiuscola: il fatto di essere molto ma molto permalosi!
  • Le telefonate molto frequenti a Michael che iniziano con “Porca Boia” e proseguono con “tic-tic-tic”: segnali chiari di un arrivo imminente di ansia e di paranoie inutili. Lui sa. Anche se voi non capite, fa nulla. 🙂
  • La mia missed twin, Francesca a cui rinfaccio ancora oggi che all’inizio non mi salutava mai. Scherzo ovviamente. Ti voglio bene 🙂
  • Le trasferte (non di lavoro) con Erika, il viaggio a Parigi per esempio. Le nostre chiacchierate, i nostri sfoghi, il nostro combattere quotidiano per un mondo migliore. Al prossimo viaggio insieme. Ti aspetto!
  • Mille altre momenti: i complimenti, i rimproveri, tutte le volte che ho pianto per inseguire un’idea di perfezione, tutte le volte che ho riso come una pazza perché non ce n’era una che andava dritta, tutti i pranzi, tutti i caffè condivisi, tutti gli sguardi di cui mi sono innamorata anche solo per un giorno, tutte le telefonate, tutti i no, tutti i sì, tutti i gossip, tutte le cattiverie, tutte le volte che mi sono sentita orgogliosa, tutte le volte che avrei voluto sbattere la porta e andarmene, tutti questi 71 mesi e 2130 giorni di emozioni. Grazie a voi.

E ora non mi resta che salutarvi e dirvi… che da lunedì inizierò finalmente a dormire sonni tranquilli.

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Vi spiego il mio lavoro.. E perchè lo amo!

Una delle difficoltà maggiori che incontro nella vita di tutti i giorni è spiegare il mio lavoro ad amici e parenti che fanno “lavori classici”.

Permettetemi di dire che l’Italia anche su questo punto è indietro e anche molto rigida: sono accettati culturalmente solo alcuni lavori (medico, ingegnere, bancario..), tutto il resto è noia e non contemplato al pari dei due, tre lavori sopra citati.

E’ molto difficile, anche perchè hai sempre la sensazione che non ti prendano sul serio e che considerino il tuo lavoro, più come un passatempo che come un lavoro. Per alcuni “lavoro nel marketing” e per altri, più pressapochisti “sono quella che scrive su Facebook”.

Da questa situazione, permettetemi di dire, talvolta frustrante, la mia decisione di scrivere un post per spiegare con le parole dovute quello che faccio o comunque cerco di fare tutti i giorni.

Il mio ruolo è quello di “Online Visibility”. Di cosa si tratta? Riguarda la visibilità e la reputazione dell’azienda (online ovviamente).

1) Comunicazione di tutti gli aspetti dell’azienda attraverso i numerosi canali online che sono disponibili.
2) Gestione della reputazione dell’azienda: il web è una grande opportunità, ma è anche una gran minaccia.. CI sono migliaia di siti, forum e social media dove quotidianamente si parla della tua azienda, nel bene, ma anche nel male. Quindi è opportuno cercare di monitore tutti questi siti, intervenire, gestire la criticità e fare in modo di arginarla e di risolverla. Gestione della reputazione significa anche gestire tutte quelle domande che ti arrivano dai canali social ufficiali: è ormai un dato di fatto che le persone che hanno bisogno di un aiuto (di ogni genere) lascino un messaggio sulla bacheca di Facebook piuttosto che alzare la cornetta e chiamare il numero dell’assistenza…
3) Creazione del Contenuto di tutti i canali online: dalla pagina di Facebook, al profilo Twitter, dal blog aziendale fino alle community dell’azienda, senza escludere tutte le comunicazioni online come le newsletter e le DEM. Ogni cosa deve essere gestita in maniera opportuna per capire cosa ha funzionato e cosa non: i dati e le reportistiche dopo ogni lavoro effettuato sono fondamentali.
4) Aggiornamento di tutte quelle sezioni di un sito che vanno ad alimentare la “reputazione e il posizionamento” di un’azienda: le sponsorizzazioni, le partnerships, gli eventi e i casi di successo. Ovviamente ogni sponsorizzazione, ogni evento, ogni partnership ha un referente e in ogni caso c’è un rapporto e una conversazione da instaurare e da gestire al meglio, anche se si tratta di un mero scambio di foto/link.

Quindi un pò pr, un pò assistenza, un pò marketing. Il mio lavoro è bello perchè è vario e perchè mi consente di interagire con molti reparti aziendali (dal marketing al telemarketing, dall’ufficio legale fino ai product managers). Non devo dare nulla per scontato e devo conoscere tutto quello che avviene dentro per poterlo tradurre nel modo giusto per parlarne fuori. Il mio lavoro è bello perchè non sono mai arrivata, perchè ci sono sempre nuovi obiettivi da raggiungere, perchè ogni giorno scopro qualcosa di nuovo e perchè sono in contatto con tante persone, ognuna diversa dall’altra e ognuna capace di trasmettermi un nuovo sapere. Il mio lavoro è bello, perchè quando torno a casa, riaccendo il computer.. per aggiornarmi e per seguire quello che si dice oltre all’azienda, nel mondo di tutti i giorni. Qualche settimana fa parlando con un nuovo collega gli ho detto “Mi piace questo lavoro ed è il motivo per cui vengo a lavorare con il sorriso” e lui mi ha risposto “si vede e l’ho capito subito appena ti ho sentita parlare”…

Spero che bastino queste parole.. se ne servono altre “resto a disposizione”…