Sulla scrittura e il suo potere

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Ho sempre amato scrivere. Da più giovane scrivevo sul diario, si proprio quello con il lucchetto. Scrivevo di amori platonici, amori desiderati e anche amori vissuti, trascrivevo gli sms che più mi avevano colpito, scrivevo le mie emozioni e scrivevo quelli che erano i miei sogni.

A scuola la mia scrittura non è mai stata apprezzata, non ho mai ricevuto elogi o meriti… Ma io in privato continuavo a scrivere.

Poi la svolta: alla maturità scrissi un tema sulla musica e sulla necessità di essere fruita e goduta da tutti, sull’esigenza di essere gratuita e libera: sulla musica come collante sociale. Il tema fu molto apprezzato e da li grazie ad una carica di autostima ho continuato a scrivere forse con la convinzione che non è tanto importante come scrivi ma cosa susciti in chi ti legge e la passione con cui scrivi.

Da circa sei anni scrivo per passione personale e per lavoro. Scrivo su questo blog da circa tre anni e il mio sogno e’ scriverci sempre di più.

Scrivo quello che vedo con gli occhi e con il cuore. Scrivo sulla vita e le sue sfaccettature – a volte positive e a volte negative. Scrivo sul cambiamento che se all’inizio può sembrare doloroso con il tempo è fonte di opportunità. Si, perché il cambiamento ti aiuta a vedere il mondo con occhi diversi.

Scrivo perché credo fermamente che la scrittura abbia un potere incredibile di guarigione. Ma anche un potere di chiarificazione. Scrivo quando ho un dubbio, scrivo quando sono delusa, scrivo quando penso di essere felice ( e la scrittura mi aiuta a capire che lo sono). Scrivo in questo blog. E scrivo lettere. Chi mi conosce bene sa che amo scrivere lettere, non perché sia codarda ma perché la lettera resta nel tempo. Non invecchia, non cambia tono di voce, non è soggetta alle sfumature che subiscono i ricordi. Amiamo edulcorare i ricordi, una lettera non si può edulcorare.

Navigando per il web ho trovato questo post molto interessante che consiglia di scrivere su base giornaliera: mi ha colpito il punto che dice: scrivi per il tuo audience anche se è formato da una sola persona. Ed è così, è proprio così..

Scrivere deve aiutare chi scrive a stare meglio, ad avere più chiaro il senso della realtà. Ma deve in un qualche modo suscitare “qualcosa” anche in chi legge – sia che sia una folla sia che sia una sola persona. Solo in quel momento esatto in cui ha soddisfatto entrambe le esigenze la scrittura avrà compiuto il suo ruolo.

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