Il Grande Gatbsy: non si può ripetere il passato

“Non si può ripetere il passato”. “Non si può ripetere il passato? Ma certo che si può”.

Sarà che avevo appena pubblicato il primo post sul mio viaggio a New York, sarà che in fondo al mio pessimismo cronico e malinconico c’è sempre la speranza che non muore mai, nonostante tutto, sarà perchè sono molto legata al passato e a fatica riesco a dimenticarlo… sarà per un milione di altri motivi ma a me il Grande Gatsby è piaciuto molto. Mi è piaciuto così tanto che tornerei a rivederlo oggi. Nel frattempo mi sono comprata la versione originale del libro e non vedo l’ora di leggerlo, per capire se confermerà la mia teoria che il Grande Gatsby è una gran bella storia o se mi riporterà con i piedi per terra e mi farà capire che in fondo in fondo è una storia come tante altre!

Parlò a lungo del passato, e compresi che voleva recuperare qualcosa, forse una qualche idea di se stesso, che era finita nell’amore per Daisy. La sua vita era stata disordinata e confusa da allora, ma se riusciva una sola volta a ritornare a un certo punto di partenza e ricominciare lentamente tutto daccapo, sarebbe riuscito a capire la cosa che cercava… Una notte d’autunno di cinque anni prima stavano camminando con le foglie che cadevano, e arrivarono a un posto dove non c’erano alberi e il marciapiede era bianco per il chiarore lunare. Si fermarono e si voltarono l’uno verso l’altra. Era una notte fresca con quella misteriosa eccitazione che i cambi di stagione creano. Le luci tranquille delle case ronzavano nell’oscurità e c’era un fruscio e un bisbiglio tra le stelle. Con la coda dell’occhio Gatsby vide che gli edifici formavano una scala che saliva fino a un luogo segreto sopra gli alberi – poteva scalarla, se l’avesse fatto da solo, e una volta là, avrebbe potuto succhiare il nettare della vita, ingollare l’incomparabile latte della meraviglia. Il suo cuore battè sempre più forte quando il viso bianco di Daisy si avvicinò al suo. Sapeva che baciando quella ragazza, e unendo per sempre quelle indicibili visioni al mortale respiro di lei, la sua mente non avrebbe più spaziato come quella di un Dio. Perciò aspetto. Ascoltando ancora per un momento il diapason che aveva battuto su una stella. Poi la baciò. Al tocco delle sue labbra, Daisy sbocciò per lui come un fiore e l’incantesimo fu completo. Tuto quello che disse, nonostante lo spaventoso sentimentalismo, mi ricordò qualcosa – un ritmo elusivo, un frammento di parole perdute, che avevo sentito da qualche parte tanto tempo prima. Per un momento una frase cercò di formarsi sulle mie labbra, socchiuse come quelle di un muto, come se stessero lottando con più di un filo d’aria allarmata. Ma non emisero nessun suono, e quello che avevo quasi ricordato diventò inesprimibile per sempre.

A chi consiglio di vederlo: a chi ha apprezzato la versione rock di Romeo e Giulietta firmata da Baz Lurhmann, a chi ama i film ambientati negli scoppiettanti anni trenta americani, a chi crede in qualcosa fino in fondo e continua a crederci nonostante i no e gli schiaffi, a chi ama New York e ne vuole scoprire le sue origini e i suoi anni migliori!

Buona Visione! 🙂

Annunci

2 pensieri riguardo “Il Grande Gatbsy: non si può ripetere il passato

  1. Io non l’ho ancora visto perché non è ancora non lo trasmettono nell’unica sala che c’è qui… Ma direi che è un film che fa al caso mio.
    Ti leggo via mail. ti commento quando posso.
    Gio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...