Cose che nessuno sa…

Cose  che nessuno sa

“Perché ogni cosa bella, spesso, è quel che resta del naufragio”.

Mi sono fidata e ho fatto bene.

Dopo aver infatti pubblicato la recensione di “Bianca come il latte, Rossa come il Sangue“, una ex-collega mi ha vivamente consigliato di leggere il secondo libro di Alessandro D’Avenia “Cose che nessuno sa”. Non ci ho pensato due volte, nel giro di dieci minuti l’avevo già acquistato in formato ebook.

Raccontarne ora la trama forse è un pò difficile… Non perché sia una trama complessa… ma perché ho paura di non renderne la profondità. Si tratta a mio parere di tre o quattro storie parallele e tra loro complementari e integrate: il Prof e Stella, Margherita e Giulio, Eleonora e suo marito, la nonna e il nonno Pietro. Quattro storie che mettono in evidenza ciascuna un diverso aspetto dell’amore. Il professore e Stella stanno insieme da tempo, lei vorrebbe fare il grande passo, lui sta bene così. Stella dimostra di essere molto coraggiosa… e per questo la ammiro. Il Prof è pigro e ama stare chiuso nel suo mondo fatto di libri e di letture. E’ lei che gli fa capire come la lettura ha senso nel momento in cui serve nella vita di tutti i giorni, nel momento in cui fornisce una chiave di lettura per vivere meglio.

“Voglio dire che leggi un libro veramente solo quando è lui che ti legge, solo quando ti avvicini alle parole con l’animo disposto a ferire e a essere ferito dal dolore della lettura, a convincere ed essere convinto, e dopo, arricchito dal tesoro che hai scoperto, a impiegarlo per costruire qualcosa nella tua vita e nel tuo cuore.”

Il Professore capisce quanto ama Stella nel momento in cui la perde. Per fortuna è ancora in tempo per farle capire quanto la ama.

Margherita e Giulio sono due adolescenti – solitaria e introversa lei, anticonformista e duro (all’apparenza) lui. Ognuno con il proprio bagaglio di dolore va verso l’altro ed è amore fin da subito. La frase più bella che sintetizza questo amore è “Avevano parlato poco, ma quel che basta per scegliersi”.

Eleonora e suo marito: beh forse questa è la storia che offre più spunti di riflessione e che introduce due nuove tematiche. Da un lato il tema dell’abitudine  nella coppia, dall’altro il tema del perdono. In questa frase è raccolta la causa del tradimento del padre “Io la cercavo da un’altra parte ed era solo più in profondità“. Il tradimento quindi è un banale errore di superficialità dell’uomo? E sul perdono invece  scrive questo “Dove il tempo fallisce, il perdono è capace di smaltire quel dolore”.

La nonna e il nonno Pietro invece rappresentano l’amore che dura una vita. Sono la rappresentazione vivente del perdono, della pazienza, dell’amore che va oltre a tutto – in salute e in malattia fin che morte non ci separi. Bellissimo questo intervento della nonna quando parla del marito Pietro.

“Mi diceva che l’amore non è per raggiungere la felicità, che quella è fuggevole e a cercare di procurarsela scappa, ma l’amore è per raggiungere la gioia di vivere, che non c’entra con la felicità ma con la vita. E la gioia di vivere non te la toglie nessuno, succeda quel che succeda, neanche il dolore. Solo una cosa diceva che era simile alla gioia di vivere: guardare gli occhi del Cristo a Monreale…. E io non li ho mai visti”.

Il libro in realtà è intriso di punti in cui il lettore è costretto a fermarsi e pensare. Ogni tanto quando alcune emozioni e stati d’animo non si possono spiegare, perché troppo complessi e personali, troviamo la frase che da titolo al libro “sono cose che nessuno sa”. Credo che ci siano momenti in cui non sappiamo perché facciamo qualcosa, diciamo qualcosa, proviamo qualcosa. Beh quei momenti possono essere definiti “cose che nessuno sa”. Poi è anche vero che per natura tendiamo a voler dare un nome a tutto… non stiamo bene se non troviamo una spiegazione razionale… ma questa è tutta un’altra cosa. Ci sono baci improvvisi, sguardi lunghi che sembrano infiniti, abbracci inaspettati, parole dure e taglienti, frasi offensive.. queste per me sono cose che nessuno sa…

Altro fil rouge del libro è la storia e la natura della perla. Non a caso Margherita significa perla.

In questo testo emerge il significato più metaforico della perla. “Nessuna perla è uguale all’altra. Nessuna perla è mai perfettamente simmetrica. E nelle cose di questo mondo è meglio tenersi lontani dalla perfezione: la luna quando è piena comincia a calare, la frutta quando è matura cade, il cuore quando è felice già teme di perdere quella gioia, l’amore quando raggiunge l’estasi è già passato. Solo le mancanze assicurano la bellezza, solo l’imperfezione aspira all’eternità. La perla se ne sta lì con quella sua irraggiungibile imperfezione, nata dal dolore. E dall’amore che lo abbraccia.”

Ve lo consiglio di cuore…. Tra tutte le frasi questa quella che ho amato di più “Ci vogliono quattro abbracci al giorno per sopravvivere, otto per vivere e dodici per crescere”.

Buona Lettura.

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