Bianca come il latte, Rossa come il sangue

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E se un sogno ha così tanti ostacoli.. allora vuol dire che è quello giusto

Bianca come il latte, Rossa come il sangue è uno di quei libri che giudichi (sbagliando) prima di leggere. Il titolo è ingannevole.. anche se poi dopo aver letto il libro te ne innamori e inizi a pensare a questi due colori – il bianco e il rosso – e al significato personale che attribuisci loro.

Prima di leggerlo pensavo fosse il solito libro “romantico”, troppo romantico, al limite dello sdolcinato, indirizzato ad un pubblico giovane ed inesperto.. Ma ho deciso comunque di leggerlo. Come ogni volta che si giudica senza sapere sono rimasta non solo piacevolmente colpita ma ne sono stata rapita.

Bianca come il latte, Rossa come il sangue è una storia che mescola morte e vita, dolore e felicità. Bianca come il latte, Rossa come il sangue è la storia della nostra vita. Leo, il protagonista, sembra all’inizio il classico liceale senza progetti e senza un’idea sua… senza stimoli e senza passioni (eccetto per il calcio..), non ama studiare e non ne comprende l’utilità, odia la scuola, sfugge ai suoi pochi ma per lui ingenti doveri da sedicenne etc etc. Fino a quando si innamora, o così crede…

E lì la sua vita cambia, prende forma, colore, tutto assume un altro significato. Si innamora di Beatrice, coetanea malata di leucemia. Beatrice ha i capelli rossi, è dolce, è bellissima, è perfetta, ma il suo sangue è “bianco”. Beatrice è coraggiosa, Beatrice non ha più paura della “morte”. Beatrice sa di avere i giorni contati, ma non ha paura. Anzi, cerca di viverli al massimo, non smette di sognare. Beatrice insegna tanto al lettore.. E qui si capisce che il libro è adatto a tutti… perchè sia che tu abbia 16 anni, sia che tu ne abbia 30 o 60… la morte è qualcosa di incomprensibile, la morte è così difficile da accettare che talvolta la chiamiamo con altri nomi. Beatrice invece è arrivata ad un punto in cui è pronta e non ha più paura “Non bisogna avere paura delle parole. Questo è quello che ho imparato con la malattia. Le cosa bisogna chiamarle con il loro nome“.

Alla fine del libro ti ritrovi a piangere e a pensare.

Leo è così giovane e già così maturo. Nel giro di un anno entra a contatto con una miriade di emozioni. Un turbinio di emozioni che una persona conosce nell’arco di una vita. Ne esce maturo e cambiato come è giusto che sia. Il lettore invece? Il lettore impara molto da Leo.. capisce che se pensa una cosa.. la deve dire. Non la deve tenere dentro. Non c’è tempo da perdere. La vita è una e va vissuta (sembra una frase fatta.. ma la verità è che per dire “Ti amo” impieghiamo giorni e mesi.. per colpa della paura). Non bisogna avere paura delle parole, ma soprattutto delle emozioni.

Riporto ora il dialogo sull’amore tra Leo e sua mamma – le sue parole hanno il potere di accarezzare il nostro cuore:

“Mamma, cosa si fa ad amare quando non si ama più?

“Leo amare è un verbo, non un sostantivo. Non è una cosa stabilita una volta per tutte, ma si evolve, cresce, sale, scende, si inabissa, come i fiumi nascosti nel cuore della terra che però non interrompono mai la loro corsa verso il mare. A volte lasciano la terra secca, ma sotto, nelle cavità oscure, scorrono, poi a volte risalgono e scorgano, fecondando tutto”.

“E allora che devo fare?”

“Amare lo stesso. Puoi sempre farlo. Amare è un’azione”.

“Anche quando si tratta di amare chi ti ha ferito?”

“Ma questo è normale.  Due sono le categorie di persone che ci feriscono: quelli che ci odiano e quelli che ci amano”.

“Non capisco. Perché chi ci ama dovrebbe ferirci?”

“Perché quando c’è di mezzo l’amore  le persone a volte si comportano in modo stupido. Magari sbagliano strada ma comunque ci stanno provando. Ti devi preoccupare quando chi ti ama non ti ferisce più, perché vuol dire che ha smesso di provarci o tu di tenerci”.

“E se proprio non riesci ad amare lo stesso?”

“Non ci hai provato abbastanza. Spesso ci inganniamo. Pensiamo che l’amore sia in crisi.. e invece è proprio l’amore che ci chiede di crescere.. come la luna: ne vedi solo uno spicchio, ma la luna è sempre lì tutta intera, con i suoi oceani e le sue vette, devi solo aspettare che cresca, che a poco a poco la luce ne illumini tutta la superficie nascosta.. e per questo ci vuole tempo”.

Grazie @Prof2punto0

Dedico questo post a Marco. Quando lui se ne è andato ho imparato tante cose.. che faccio fatica tutt’ora a metterle in pratica. Come dire “Ti Amo”. Due parole semplici e dolci.. Ma che fanno paura. Io non gliel’ho mai detto. Poi me ne sono pentita.. quando ormai era troppo tardi..

Il segreto della felicità è un cuore innamorato

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