Lisbona è saudade: malinconica e allegra! (Parte 1)

Prima di partire avevo dedicato un post a Lisbona.. Ora eccomi tornata da qualche qualche giorno, pronta a raccontarvi non solo quello che ho visto, ma soprattutto quello che ho vissuto, in termini di emozioni. Da dove iniziare? Beh.. direi dalla partenza. L’idea era di scrivere un unico post, ma man mano che scrivevo mi sono accorta che un post era troppo poco!! L’obiettivo è di scriverne due e se non dovessero bastare tre! Buona Lettura. Spero di non risultare noiosa..

Sabato 21 Aprile: partenza

Siamo partite nel primo pomeriggio del sabato alla volta dell’aeroporto Marco Polo di Venezia, che da pochissime settimane ha inaugurato la tratta Venezia – Lisbona con Easyjet. Per viaggiare con più velocità e per risparmiare abbiamo portato il solo bagaglio a mano. Potete consultare questo post per regolarvi con misure e peso. Io l’ho trovato super utile. Il volo dura circa tre ore. Altro consiglio.. quando attendete di imbarcarvi fate scorta di acqua e di qualche snack.. a bordo le compagnie low cost ti spennano e non ne vale la pena… 🙂

Arriviamo all’aeroporto do Lisbona alle 23.00 e prendiamo un taxi: infatti a quell’ora non ci sono più mezzi pubblici che collegano l’aeroporto alla città. Tuttavia, il nostro hotel dista solo sette chilometri e la spesa del taxi non tocca i 5€! Siamo molto stanche quando arriviamo in hotel.. quindi si spegne la luce e si dorme… Domani Lisbona e le sue bellezze ci aspettano.

Domenica 22 Aprile
Quando ci svegliamo il cielo sopra Lisbona non promette nulla di buono.. ma noi attrezzate di ombrello e impermeabile partiamo alla scoperta della città. Ci accorgiamo ben presto che la città si visita molto bene a piedi: come tutte le grandi capitali (mi vengono in mente le ultime che ho visto.. Madrid e Atene), anche Lisbona è formata da ampi viali alberati che sfociano in piazze maestose che profumano di altri tempi, dove ricchezza e dominio erano la norma.

Partiamo quindi dalla fermata della metro dedicata al grande costruttore Marques de Pombal (che si impegnò a ricostruire Lisbona dopo il terribile terremoto del 1755) per percorrere tutta Avenida de Libertade, sfociando prima nella Praca de Restauradores, poi nella Place de Rossio (bellissima..), nell’altrettanto imponente Praca da Figuerra. A questo punto cerchiamo di fare ordine e di darci delle priorità: a sinistra scorgiamo il Castello de Sao George nel bel mezzo del quartiere Alfama, mentre davanti a noi, in lontananza scorgiamo il fiume Tago. Decidiamo quindi di vedere prima il fiume poi di dirigermi verso l’Alfama per pranzo.

Il fiume Tago si raggiunge in cinque minuti a piedi da Praca de Rossio. Ad accoglierci una piazza chiamata Praca do Comercio, perchè accoglieva i naviganti che arrivavano dalle Americhe e dall’Africa. A detta di chi l’ha vista questa piazza assomiglia alle grandi piazze affacciate al mare come quella di Trieste. Qui si respira un misto di libertà e di tristezza, di malinconia e di gioia. Capiamo subito che quel sentimento misto e incompresibile è presente in tutta Lisbona: lo si trova nei volti dei cittadini così come nelle pareti consumate e decadenti delle sue case.

E l’ora di visitare il quartiere dell’Alfama.. Anche se sarebbe facile raggiungerlo a piedi..decidiamo di predere il famoso tram 28., quello giallo un pò retrò che vediamo raffigurato in tutte le guide di Lisbona. Mi accorgo fin sa subito che questo quartiere mi piace da matti.. con le sue stradine strette in salita, i suoi scorci romantici, i suoi odori di cibo misto all’odore dell’umido impregnato nelle pareti. Facciamo un giretto, ci fermiamo a guardare il Tago nei punti più suggestivi e suggeriti dalle guide (come il Miradouro di Santa Luzia), il Castello di Sao Jeorge da fuori.. poi ci ritroviamo in un vero e proprio vicolo cieco con un ristorantino niente male. Sono ormai le due e la fame non si fa attendere. Trascorriamo il primo pranzo insieme: le chiacchiere sono un vero fiume in piena.. e alle quattro decidiamo di alzarci. Il pomeriggio prevede come meta la Zona di Belem. Questa zona in realtà un tempo era una città indipendente, tanto è vero che impieghiamo un’ora di autobus per raggiungerla. Nel frattempo è uscito il sole e fa caldo.
Belem come zona è immensa. Decidiamo quindi per il momento di vedere tutto da fuori: il monastero, il monumento delle scoperte, il Ponte del 25 Aprile e la Torre di Belem!

E’ tardissimo.. decidiamo di tornare in hotel e di prepararci per la sera. Abbiamo previsto di cenare nella zona del Barrio Alto. Siamo stanche ma la stanchezza non ci impedisce di cenare in un locale molto carino un buonissimo Bacalao con il purè!
Siamo stanchissime… domani ci attende una nuova intensa giornata! Andiamo a letto.. Buonanotte Lisbona 🙂

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2 pensieri riguardo “Lisbona è saudade: malinconica e allegra! (Parte 1)

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