Acciaio di Silvia Avallone

Sono stata lì per lì per comprare la scorsa estate il libro della quasi coetanea Silvia Avallone, Acciaio, che si è aggiudicato il premio Strega. Poi è successo che mi sono fatta condizionare da qualche recensione online che definiva il libro come “la solita trovata commerciale” e così ho lasciato perdere e mi sono buttata su altre letture.

Un mese fa ho chiesto alla mia collega di prestarmelo e mi sono così tuffata senza pregiudizio (avendo anche in parte dimenticato le cause della mancata lettura dei mesi precedenti..) nella lettura del libro.

Ora che l’ho terminato mi sono fatta un’idea precisa dell’autrice e della trama. Sicuramente Silvia scrive molto bene, il racconto è fluido, però arrivata in fondo.. curiosa di scoprire come potevano concludersi alcuni intrecci, sono rimasta delusa sia per l’incompletezza del libro sia per la superficialità del racconto. La prima domanda che mi sono fatta è stata ” Sulla base di quali dati ed esperienze una ragazza di 28 anni nata nel ricco Piemonte, trasferitasi successivamente a Bologna per studiare filosofia è riuscita a scrivere un libro ambientato nella triste zona di Via Stalingrado a Piombino?”. Probabilmente si è basata su qualche fatto di cronaca e sulla situazione economica italiana delle grandi industrie come quella protagonista del libro di lavorazione dell’acciaio. Beh, neanche io sarei riuscita a scrivere un libro su Piombino e la triste realtà dei quartieri popolari, sia perché abito distante da quella zona, sia perché non l’ho vissuta in prima persona.

Altra perplessità che è sorta dopo la lettura è il qualunquismo (parola molto in voga negli ultimi periodi ;-)) in merito alla descrizione dei personaggi… la donna comunista che prepara la Festa dell’Unità, la donna del sud succube de marito violento, il ragazzo che lavora in fabbrica e che nel tempo libero si droga.. sicuramente personaggi come questi esistono, mi sembra però che siano stati descritti in maniera troppo superficiale.

Quello che mi è piaciuto (perché probabilmente contiene quel tanto che basta per identificarsi) è la storia di amicizia tra Anna e Francesca, che si interrompe a causa di una scomoda verità per poi ricominciare grazie al forte legame temporale che unisce le due ragazze. Credo che sia stato molto toccante il testo tra pagina 144 e 146 delle due ragazze che riflettono sul tempo che passa mentre sono nel parco. Ecco qualche riga:

” Fa effetto – disse Anna – Guarda la siepe, quanti rovi… anche i luoghi diventano vecchi”.

“Non è che invecchiato – sorrise Francesca – ma è più nascosto.. e a me piace più così. Mi piace pensare che in tutti questi anni non c’è passato nessuno, che è rimasto solo nostro”!

Questo è solo il mio pensiero.. quindi leggetelo e basta senza restare troppo influenzati. Comprate il libro e fatelo vostro. Un libro è sempre e comunque un viaggio ed un’esperienza di vita da provare! 🙂

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2 thoughts on “Acciaio di Silvia Avallone

  1. Ciao madpak.. leggilo e fammi sapere il tuo pensiero!
    La mia è solo una recensione del tutto personale sull’onda dei miei punti di vista.. magari sbagliatissimi ma pur sempre punti di vista! Ti aspetto di nuovo sul mio blog con la tua idea del libro.. a presto

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