Lanzarote, la greca delle Canarie

I più affezionati di Almodovar non si saranno sicuramente persi il film uscito nel 2009 con la sensuale Penelone Cruz, Gli Abbracci Spezzati, il cui tragico finale fu ambientato nella nera isola delle Canarie, Lanzarote.

Lanzarote è la prima isola che incontro arrivando da nord, dalla Spagna ed è anche la più vicina geograficamente al continente africano.

Dopo aver visto le sue isole sorelle, Gran Canaria e Tenerife, Lanzarote mi si è presentata come l’isola delle Canarie che più per i suoi contrasti di colore di case – cielo – mare assomiglia alla Grecia,in particolar modo a Santorini.

Non voglio dilungarmi nella descrizione dell’isola… di guide in commercio ce ne sono già abbastanza.. voglio solo per punti veloci e sintetici raccontarvi quello che non bisogna assolutamente perdere:

  • Spiagge: tante le spiagge da visitare.. Non perdetevi quelle nella parte sud – ovest dell’isola – Playa Blanca, Playa
  • Natura: gli amanti della natura qui si troveranno a loro agio – il Parco protetto di Timanfaya con i suoi unici fenomeni geotermici e la montagna del fuoco è una tappa da non dimenticare. Il lago verde è uno spettacolo unico per la vista e l’immaginazione e ancora la bellissima Agua de Jameos.
  • Cultura: appena arrivati sull’isola sentirete solo ed esclusivamente parlare di Cesar Manrique, il grande artista – mentore – protettore che fece di tutto per far diventare l’isola patrimonio dell’unesco. L’isola infatti è intatta e troverete pochissimi edifici superiori ai due o tre piani. Infatti, Cesar fece approvare un piano regolatore che impedì, ad eccezione delle strutture turistiche, la costruzione di case oltre il terzo piano.Inoltre obbligò alla costruzione di case esclusivamente dipinte di bianco, in contrasto quindi con il nero lavico del terreno. Quindi lo spettacolo è unico: vi troverete davanti ad una dolce macchia bianca di casette tutte uguali in constrasto con il cielo sempre blu (ci sono solo 30 giorni all’anno di piogge!!!) e con il paesaggio brullo e nero. Per capire al meglio il pensiero del grande Manrique e la sua storia è assolutamente da visitare la Fondazione Manrique.

A chi lo consiglio:

  • A chi ama i colori forti e la vegetazione brulla;
  • A chi ama guardare l’oceano e pensare senza limiti;
  • A chi ama il silenzio e l’escursione termica tra giorno e notte;
  • A chi ama camminare
  • A chi cerca il relax a tutti i costi!

A chi lo sconsiglio:

  • A chi ama la confusione
  • A chi preferisce l’esagerazione e la stravanganza architettonica dei grandi edifici
  • A chi preferisce solo ed esclusivamente le spiagge made in italy, affollate e super attrezzate!

Vi ho convinto? 🙂

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