Il tempo che vorrei

Per restare in tema, dopo il post di ieri sera sul tempo, ecco un altro post che voglio dedicare ad una breve riflessione sull’ultimo libro di Fabio Volo “Il tempo che vorrei”.  In merito alla dote di Volo di scrivere il pubblico si divide in due fazioni: chi lo ama e chi lo detesta e detesta i suoi libri, perchè li ritiene banali ed insensati. Come avrete capito io faccio parte del primo gruppo  e penso vivamente che il secondo gruppo sbagli per il semplice fatto che a mio giudizio che la lettura di un libro è qualcosa di strettamente personale e intimo, talvolta direttamente dipendente dal vissuto del lettore, dal suo carattere e dalle sue esperienze personali. Ecco credo che quello che il secondo gruppo giudica “banale” sia la quotidianità della vita, che in fondo che quello che narra Volo nei suoi libri: gli amori nati quando meno te lo aspetti, il rapporto conflittuale con i propri genitori, un amore finito che lascia ferite profonde in noi, un amico che se ne è andato e mai più tornerà.. tutti fatti ed emozioni che fanno parte della vita di tutti noi, chi più chi meno ma che in un modo o nell’altro ci hanno toccato.

Tornando al libro, penso come già molti hanno recensito che si tratti dell’opera matura di Volo, dove emergono problematiche differenti (in linea anche con l’attualità della crisi economica) e senza dubbio un approccio più maturo alla vita. Non manca la passione per i libri, per la musica e per l’arte in generale e la sua grande passione per il sogno. Tanti i fatti che si verificano nelle 294 pagine del libro, anche se quella che lascia maggiormente a bocca aperta è come va a finire la storia d’amore tra il protagonista e la sua ex. Il succo del libro è che capita di amarsi in momenti diversi della propria vita e capita anche che ci si accorga troppo tardi di amare una persona e di non averglielo dimostrato, perchè non era il nostro momento. Il tempo che vorrei è il tempo perfetto di unione tra due persone per stare insieme e stare bene. Molte volte questo tempo non coincide perchè siamo su binari diversi e soprattutto non si può tornare indietro. All’inizio Volo scrive una bellissima frase di Janis Joplin “I’ll trade all my tomorrows for a single yesterday” e penso che riassuma brevemente il contenuto del libro.

Consiglio la lettura del libro a chi come me non ha cancellato il proprio passato e pur vivendo serenamente il proprio presente ama ripensare a cosa sarebbe successo se…. immaginando il proprio presente con il senno di poi!

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