Invictus, lezione di vita per tutti

Ho aperto un blog personale per poterlo curare con costanza e passione, così come un blog deve essere seguito e mantenuto e sono caduta senza volerlo, travolta dalla quotidianità e dalle numerose novità della mia vita, nell’errore più grande e più grave che un blogger potesse fare: abbandonare il proprio blog. Me ne scuso profondamente, ma questo mese di febbraio mi è fuggito dalle mani, pieno di emozioni, novità e nuove sfide da affrontare.

Per farmi perdonare ecco il trailer di un bellissimo film che vi consiglio vivamente di andare a vedere per differenti motivi. Il film in questione è Invictus, diretto e prodotto dal grandissimo Clint Eastwood, che grazie ai capolavori di questi ultimi anni è diventato il mio regista e attore preferito.

Gli attori principali sono il bravissimo Morgan Freeman, nel ruolo, non facile, di Nelson Mandela, di cui stuipiscono le straordinarie somiglianze fisiche e il giovanissimo Matt Damon, perfetto nel ruolo del capitano della squadra di rugby del Sud Africa. Il film è avvincente e ha inizio con l’uscita di Mandela dal carcere di Rob Island, dove era rimasto rinchiuso per 30 lunghi anni e il suo successivo diventare presidente della nazione portando così fine al terribile periodo dell’apartheid.

La figura di Mandela al potere del Sudafrica da inizio ad un nuova era, sicuramente non facile, ma capace di portare nuovi cambiamenti. Colpisce al saggezza e la serenità di Mandela al potere che fin da subito consiglia ai suoi più vicini collaboratori di instaurare un’azione del perdono nei confronti dei bianchi, per non cadere nello stesso errore che loro stessi hanno commesso per anni. Il perdono, dice Mandela, libera l’anima.

Bellissimo il rapporto di stima e confidenza che nasce tra il presidente e Francois, Matt Damon e molto emozionante il lieto fine con la vittoria del sudafrica ai campionati mondiali di rugby con una conseguente conciliazione del popolo sudafricano, diviso fino a quel momento dal male dell’apartheid.

Unico difetto del film, per essere proprio critici, è la mancanza totale della storia del SudAfrica e della storia personale e dolorosa di Nelson Mandela. Consiglio il bellissimo libro di Dominque La Pierre che ripercorre la storia del Sud Africa (tanto di moda quest’anno per via dei futuri mondiali di calcio) dal ‘600 ai giorni d’oggi nel libro “Un arcobaleno nella notte“.

La domanda che mi sorge spontanea alla fine è quanto sia oggi unito il popolo sudafricano e quanto resti dell’apartheid. La lezione del perdono avviata da Mandela resta, comunque vada, un esempio con pochi altri paragoni nel mondo, che un pò tutti, anche nel nostro quotidiano, a volte toccato da facili e futili arrabbiature, dovremmo accarezzare per vivere meglio con noi stessi e con gli altri.

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