Carte di Parigi

Visitare Parigi in tre giorni

Visitare Parigi in tre giorni è possibile. Fattibile. E’ però necessario fare delle scelte ed escludere alcune attrazioni sicuramente “da non perdere”, che tuttavia portano via tempo, come la Reggia di Versailles. Bellissima, ma per vederla al meglio, magari proprio con una visita guidata è necessario avere un giorno in più. Detto questo in questo post voglio iniziare a raccontarvi cosa ho visto in tre giorni a Parigi e darvi anche qualche consiglio pratico per risparmiare…

Volo e Parcheggio

Siamo partite giovedì 26 alle 15.35 da Bologna per Parigi Beauvais, il terzo aeroporto della capitale francese che dista da Parigi circa un’ora (1 ora e 15 minuti in caso di traffico) con un volo super economico di Ryanair (50€ a testa andata e ritorno). Decidiamo di lasciare l’auto in un parcheggio vicino all’aeroporto, Park to Fly: il servizio è buono. Per soli 18€ lasciamo l’auto lì e usufruiamo anche della navetta “privata” che ci porta in aeroporto e che poi ci tornerà a prendere la domenica sera.

Il volo per Parigi è durato circa due ore. L’aeroporto Beauvais è talmente piccolo che per chi come noi non ha bagagli in stiva l’uscita avviene in circa cinque minuti. Uscendo dall’aeroporto a sinistra si trovano i pullman che portano a Parigi Porte Maillot. Qui la spesa non è delle più economiche (17,00€ a tratta e 15,90€ se si prenota online). E’ però anche vero che non ci sono altre valide alternative. Saliamo sul pullman e tra una chiacchiera e un’altra ci troviamo già a Parigi. Sono le 19.00 circa e arrivare in pullman ci consente di iniziare a vivere Parigi by night… peccato la pioggia. Porte Maillot è collegata alla fermata della metro (linea 1 – gialla).
La prendiamo e scendiamo a Concorde dove prendiamo il collegamento con la linea lilla che ci consente di arrivare alla nostra fermata Strasburg – Saint Denis. Il consiglio è di comprare subito un comodo carnet da 10 biglietti (14,90€), facili da acquistare dalle macchine automatiche presenti in ogni fermata della metro. Molto pratico il sito dei trasporti pubblici della città dove è possibile ricevere suggerimenti per il proprio itinerario. Parigi è bellissima da visitare anche “con gli occhi” camminando senza meta senza l’utilizzo costante dei mezzi pubblici. :-)

Hotel – Best Western Hotel France Europe

L’hotel che abbiamo prenotato su Booking fa parte della catena europea Best Western ed è praticamente nuovo. Una cosa positiva visti gli standard dei tre stelle parigini. L’hotel è a meno di tre minuti dall’uscita della fermata Strasburg – Saint Denis quindi arriviamo a destinazione senza troppe perdite di tempo. Il tempo di lasciare la valigia e siamo già pronte per la cena… Optiamo per restare nei paraggi e ci incamminiamo in zona Place de la Republique, per l’esattezza in un angolo molto suggestivo di Parigi che si trova oltre il Ponte di St.Martin… Difficile spiegare qual è l’atmosfera che si respira in questa zona… Direi quasi onirica.

Cambodge - Bobun

Ci fermiamo a mangiare presso il ristorante cambogiano “Le Cambodge“,dove è obbligatorio assaggiare un bobun, un piatto tipico cambogiano con un pò di tutto, dalla carne, all’uovo, alle arachidi…. e all’insalata: una sorta di insalatona di riso in stile cambogiano. Accompagno il bobun con una birra tipica della Cambogia. La spesa è buona: 12€ a testa.

Terminata la cena ci concediamo una breve passeggiate nelle zone limitrofe per poi tornare in hotel. Il sabato che ci attende è ricco di impegni!

Paris: on ne voit bien qu’avec le cœur

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Dopo oltre due mesi torno a scrivere.
Non di pensieri contorti che si affollano nella mia mente, ma di viaggi. Di nuovo e aggiungo finalmente di viaggi. Il mio primo amore, viaggiare. E’ bastato entrare in aeroporto per staccare dal resto del mondo, dai problemi, dai pensieri fissi di ogni giornata, dalle paranoie quotidiane ed immergersi nella realtà che più di molte altre ti apre la mente, ti scuote a pensare a un mondo diverso dal tuo: il viaggio.

A Gennaio, nel giorno che poi diventerà quello più triste per la Francia, io ed Erika, a cui mi sento molto legata per una vicinanza di carattere, decidiamo di visitare Parigi. La voglia è tantissima. Ho visto Parigi due volte: nel 1996 e nel 2001. Quindi dopo ben quattordici anni è arrivato il momento di rivederla, con una mentalità più matura e con più esperienza sulle spalle. Vedere una città da adulta dopo che l’hai vista da giovanissima ti offre quella che gli inglesi definiscono confidence: acquisci infatti quella sicurezza che ti aiuta a combattere l’ansia di voler vedere tutto a tutti i costi. Sì, perchè sei già passata dalla fase “ho tre giorni e devo riuscire a vedere tutto anche a costo di dormire tre ore a notte”. Puoi permetterti il lusso di visitare la città con quel tanto di qualità e di interesse che solo certi momenti della vita sanno offrirti.

Ma queste sono solo alcune banali considerazioni sul viaggiare da adulti… solo un punto di partenza per introdurre questo viaggio. Nel prossimo post scriverò tutti i consigli per vedere Parigi in poco più di tre giorni con un budget di spesa medio-basso. Alla prossima!

2014: WOW

quote31dicSolo tre lettere per descrivere questo fulmineo anno tra poche ore giunto alla fine: WOW!

Veloce, emozionante, senza poche salite ma con tante piacevoli discese. Mi piace tirare le somme di un anno passato. Mi piace farlo ogni anno. Una sorta di esame di coscienza dove divido le cose belle da quelle brutte. Un’analisi razionale delle mie emozioni più irrazionali. Suona come un paradosso.

Per ora in questo blog vi scrivo le cose più belle :-)

Una persona sempre più importante al mio fianco, un percorso iniziato insieme, un futuro tutto da costruire…

Un amica, che considero una sorella, che fa il grande passo. L’emozione di quel giorno, il conto alla rovescia, l’ultima notte tutte insieme nel lettone.

Un percorso interiore per un viaggio mai fatto ma che prima o poi farò, un percorso che mi ha fatto scontrare più volte con la mia estrema sensibilità, croce e delizia del mio carattere.

blog_giuliaAmicizie nuove che ho scoperto e che voglio continuare a scoprire perché preziose. Amicizie approfondite che non voglio perdere ma continuare a vivere.

Una famiglia sempre al mio fianco. Nella gioia e nel dolore. A loro in particolar modo dedico questo anno.

Un lavoro per me più vicino ad una passione che a un dovere, che svolgo tutti i giorni con dedizione ed impegno.

Questo il mio personale messaggio di un buon anno nuovo…

L’arcobaleno all’improvviso

ioSono convinta. L’ho sempre pensato.

Prima o poi tornano tutti. Per un saluto veloce, una cosa non detta. Per l’uno e per l’altro motivo. Per tutti e due forse nessuno dei due.

A volte tornano per un scherzo del destino.

Alcuni le chiamano coincidenze. Io non so perchè succede. Succede e basta. Succede che la tua vita invece che andare diritta in modo monotono e ripetitivo, perde il controllo…. e cambia direzione. Ma una direzione bella, nuova. Una direzione dove i problemi sembrano più leggeri, dove le preoccupazioni hanno i minuti contati.  Alcuni lo chiamano addirittura amore.

E così sei arrivato tu in punta di piedi… come quegli arcobaleni che non ti aspetti a fine estate dopo un brutto temporale.

Sei arrivato nel modo più semplice che esiste e forse anche nel modo più originale… chissà se sapevi già che sarebbe andata a finire così!

Io più leggera, forse un po’ cambiata e aggiungerei più serena.

UpAbbiamo imparato che certe cose non si programmano ma si vivono. Abbiamo imparato entrambi sulla nostra pelle in modi e tempi diversi che la vita è stramba, aggiungerei folle, che un giorno può essere straordinariamente eccitante e il giorno dopo profondamente ingiusta.

Abbiamo imparato che più cerchi di programmarla più lei ti frega e prende un’altra direzione.

Abbiamo imparato ad apprezzare i momenti più semplici che sono poi quelli più unici.

Per questo e per molto altro … grazie.

21 Settembre

weddingMamma me lo ha sempre detto: quando il telefono squilla di notte non è mai per una buona notizia.

E così il telefono squillò nella notte del 21 Settembre.

Mio padre entrò nella mia camera e mi disse che la telefonata era per me.

Sapevo che la notizia avrebbe cambiato la mia vita. E così è stato.

Di quel periodo ricordo le lacrime quotidiane, la rabbia, la sofferenza, i brutti sogni. Ricordo le telefonate delle amiche che mi incitavano di uscire. Ricordo il mio corpo che cambiava e dimagriva. Ricordo le allucinazioni: sì, le allucinazioni. Lo vedevo in giro nei posti più improbabili. Me lo sentivo accanto. Ricordo quelle fottute parole e quei fottuti sentimenti che non ero riuscita ad esprimere per quel “blocco emotivo” che ancora oggi mi attanaglia. Ricordo la paura che mi facevano alcune parole. Non sopportavo il peso della parola m-o-r-t-e. Non la potevo sentire. La sfuggivo. Ogni lettera di quella fottuta parola era troppo pesante per me.

Poi il tempo passa. E provi a fartene una ragione.

Non passa giorno che non pensi a lui. La sua foto sulla scrivania, il suo sorriso. La sua sconfinata voglia di vivere continuano ad essere fonte di ispirazione. A volte penso a come sarebbe se fosse ancora qui.

A volte rileggo i suoi messaggi.

A volte mi vengono in mente i suoi consigli.

A volte anche i suoi baci.

Quest’anno finalmente quel giorno ha avuto un sapore diverso.. di nostalgia mista a felicità. Elena e Alex hanno fatto una scelta bellissima: quella di sposarsi e di coronare il loro amore il 21 Settembre in ricordo di Marco.

Non solo li ammiro per questo ma li ringrazio.

Sono convinta più di me stessa che lui ha apprezzato.

P.s non è stato facile scrivere questo post e non sono ancora del tutto convinta di aver fatto bene a pubblicarlo. L’incertezza è uno dei miei tratti distintivi.

Vi consiglio… a volte ritornano!

L’anno scorso in un momento molto produttivo della mia passione di blogger avevo istituito una rubrica settimanale dal titolo “Vi consiglio“, un mix di consigli letterari, culinari e altro scovati nelle mie quotidiane ricerche online. Come ben sapete essere costanti costa fatica, impegno e tanto tempo… avevo quindi abbandonato quella rubrica ed ero tornata al vecchio modo di dare consigli: a voce tra una pausa caffè e un’altra! Oggi però voglio scrivervi di quello che ho trovato in rete.. nella speranza che possa tornarvi utile.

>> Un’app da scaricare: CIRCA, una sorta di magazine online, nato per l’online con notizie ad hoc. Il payoff la dice lunga: Save time. Stay informed (risparmia tempo, resta aggiornato). Non semplici riassunti ma notizie brevi create esclusivamente per essere usufruite online.
>> Da seguire su Twitter: il suo nickname è Nonfaretardi. Sagace, breve, radicale, senza volto. Una bio di due parole “in fuga”. Scrive di amore, di vita, di emozioni. Per me un poeta dei tempi moderni. Mi piace leggere i suo tweet, salvarmeli tra i preferiti e tornare a rileggerli. Ogni volta una scoperta. Ogni volta un nuovo significato. Bravo.

>> Shopping Online: si chiama LOVLI, italian talent store. E’ un e-commerce che da visibilità agli artisti italiani. Se ti iscrivi ogni settimana ricevi una newsletter tematica dove viene presentato l’artista della settimana, un designer o un architetto.. Trovate di tutto: dal tavolino di legno per il giardino fino alla t-shirt simpatica con il disegno di un gufo. :-)

>> Un blog: The SumAll blog, Smarts you can use, bianco, semplice, pratico. Per ogni articolo ti fornisce il tempo di lettura consigliato. Dimenticavo… il blog fornisce i cosidetti Tips&Tricks del mestiere di social media manager!

L’ultimo libro che ho letto

Paulo Coelho, Adulterio Dopo che hai letto un libro come quello di Selvaggia Lucarelli che ti è piaciuto così tanto da volerlo rileggere subito parola dopo parola è difficile trovare un’altra lettura di pari piacimento. Mi sono buttata a capofitto sull’ultimo opera di Paulo Coelho, Adulterio e devo dire che ho letto di meglio. Mi aspettavo qualcosa di più profondo e spirituale così come era stato Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho letto, libro che ho letto due volte nella mia vita per coglierne sfumature diverse.
Adulterio come il titolo ci suggerisce raccolta di un tradimento e di quello che scaturisce nella mente e nei comportamenti della donna che tradisce questo fatto. La trama è abbastanza semplice e il finale scontato (che non sto a raccontarvi)… Ma dato che mi piace per deformazione professionale trovare sempre il lato positivo delle cose (anche dette opportunità) voglio riportavi quella che secondo me é stato il punto più interessante del libro e che sicuramente ricorderò negli anni:

Quando si ama, bisogna essere pronti a tutto. Perché l’amore è come un caleidoscopio, quel gioco che ci affascinava da bambini. E’ in continuo movimento e non si ripete mai. Chi non riesce a comprendere questa semplice verità è condannato a soffrire per un dono che esiste solo per renderci felici.

Ecco l’amore che muta come mutano i disegni creati dal caleidoscopio è una metafora bellissima e sicuramente chiara a far capire come muta nel tempo un sentimento come l’Amore pur preservando la sua bellezza e il suo senso.

Alla prossima lettura..