21 Settembre

weddingMamma me lo ha sempre detto: quando il telefono squilla di notte non è mai per una buona notizia.

E così il telefono squillò nella notte del 21 Settembre.

Mio padre entrò nella mia camera e mi disse che la telefonata era per me.

Sapevo che la notizia avrebbe cambiato la mia vita. E così è stato.

Di quel periodo ricordo le lacrime quotidiane, la rabbia, la sofferenza, i brutti sogni. Ricordo le telefonate delle amiche che mi incitavano di uscire. Ricordo il mio corpo che cambiava e dimagriva. Ricordo le allucinazioni: sì, le allucinazioni. Lo vedevo in giro nei posti più improbabili. Me lo sentivo accanto. Ricordo quelle fottute parole e quei fottuti sentimenti che non ero riuscita ad esprimere per quel “blocco emotivo” che ancora oggi mi attanaglia. Ricordo la paura che mi facevano alcune parole. Non sopportavo il peso della parola m-o-r-t-e. Non la potevo sentire. La sfuggivo. Ogni lettera di quella fottuta parola era troppo pesante per me.

Poi il tempo passa. E provi a fartene una ragione.

Non passa giorno che non pensi a lui. La sua foto sulla scrivania, il suo sorriso. La sua sconfinata voglia di vivere continuano ad essere fonte di ispirazione. A volte penso a come sarebbe se fosse ancora qui.

A volte rileggo i suoi messaggi.

A volte mi vengono in mente i suoi consigli.

A volte anche i suoi baci.

Quest’anno finalmente quel giorno ha avuto un sapore diverso.. di nostalgia mista a felicità. Elena e Alex hanno fatto una scelta bellissima: quella di sposarsi e di coronare il loro amore il 21 Settembre in ricordo di Marco.

Non solo li ammiro per questo ma li ringrazio.

Sono convinta più di me stessa che lui ha apprezzato.

P.s non è stato facile scrivere questo post e non sono ancora del tutto convinta di aver fatto bene a pubblicarlo. L’incertezza è uno dei miei tratti distintivi.

Vi consiglio… a volte ritornano!

L’anno scorso in un momento molto produttivo della mia passione di blogger avevo istituito una rubrica settimanale dal titolo “Vi consiglio“, un mix di consigli letterari, culinari e altro scovati nelle mie quotidiane ricerche online. Come ben sapete essere costanti costa fatica, impegno e tanto tempo… avevo quindi abbandonato quella rubrica ed ero tornata al vecchio modo di dare consigli: a voce tra una pausa caffè e un’altra! Oggi però voglio scrivervi di quello che ho trovato in rete.. nella speranza che possa tornarvi utile.

>> Un’app da scaricare: CIRCA, una sorta di magazine online, nato per l’online con notizie ad hoc. Il payoff la dice lunga: Save time. Stay informed (risparmia tempo, resta aggiornato). Non semplici riassunti ma notizie brevi create esclusivamente per essere usufruite online.
>> Da seguire su Twitter: il suo nickname è Nonfaretardi. Sagace, breve, radicale, senza volto. Una bio di due parole “in fuga”. Scrive di amore, di vita, di emozioni. Per me un poeta dei tempi moderni. Mi piace leggere i suo tweet, salvarmeli tra i preferiti e tornare a rileggerli. Ogni volta una scoperta. Ogni volta un nuovo significato. Bravo.

>> Shopping Online: si chiama LOVLI, italian talent store. E’ un e-commerce che da visibilità agli artisti italiani. Se ti iscrivi ogni settimana ricevi una newsletter tematica dove viene presentato l’artista della settimana, un designer o un architetto.. Trovate di tutto: dal tavolino di legno per il giardino fino alla t-shirt simpatica con il disegno di un gufo. :-)

>> Un blog: The SumAll blog, Smarts you can use, bianco, semplice, pratico. Per ogni articolo ti fornisce il tempo di lettura consigliato. Dimenticavo… il blog fornisce i cosidetti Tips&Tricks del mestiere di social media manager!

L’ultimo libro che ho letto

Paulo Coelho, Adulterio Dopo che hai letto un libro come quello di Selvaggia Lucarelli che ti è piaciuto così tanto da volerlo rileggere subito parola dopo parola è difficile trovare un’altra lettura di pari piacimento. Mi sono buttata a capofitto sull’ultimo opera di Paulo Coelho, Adulterio e devo dire che ho letto di meglio. Mi aspettavo qualcosa di più profondo e spirituale così come era stato Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho letto, libro che ho letto due volte nella mia vita per coglierne sfumature diverse.
Adulterio come il titolo ci suggerisce raccolta di un tradimento e di quello che scaturisce nella mente e nei comportamenti della donna che tradisce questo fatto. La trama è abbastanza semplice e il finale scontato (che non sto a raccontarvi)… Ma dato che mi piace per deformazione professionale trovare sempre il lato positivo delle cose (anche dette opportunità) voglio riportavi quella che secondo me é stato il punto più interessante del libro e che sicuramente ricorderò negli anni:

Quando si ama, bisogna essere pronti a tutto. Perché l’amore è come un caleidoscopio, quel gioco che ci affascinava da bambini. E’ in continuo movimento e non si ripete mai. Chi non riesce a comprendere questa semplice verità è condannato a soffrire per un dono che esiste solo per renderci felici.

Ecco l’amore che muta come mutano i disegni creati dal caleidoscopio è una metafora bellissima e sicuramente chiara a far capire come muta nel tempo un sentimento come l’Amore pur preservando la sua bellezza e il suo senso.

Alla prossima lettura..

Il libro che non ti aspetti

“Perché l’amore è semplice, è amare che a certe volte è complicato”

Il libro che non ti aspetti è uno di quei libri di cui hai sentito parlare, magari sommariamente, e che giudichi, senza ovvi motivi e il più delle volte con naturale pregiudizio, un libro stupido o comunque che non vale la pena leggere. Poi capita che ne senti parlare bene da una persona fidata allora lo leggi e scopri che non solo è leggibile, ma che in un modo o nell’altro parla di te. Il libro di cui sto parlando è “Che ci importa del mondo” di Selvaggia Lucarelli.

Che ci importa del mondo

Come definirlo in tre aggettivi? Scorrevole, piacevole ma soprattutto umano. Sì perché parla delle difficoltà quotidiane di un madre come tante di farsi spazio in un mondo di leoni – tra il contesto lavorativo, il più delle volte che assomiglia più ad una giungla e il la vita privata, tra un figlio da accudire e un sentimento in ascesa da gestire. Selvaggia è sorprendente: mette in luce stati d’animo così banali di cui però facciamo fatica a parlare, proprio perché li consideriamo banali, ma banali non sono, perché evidentemente ci toccano e ci fanno stare male.

Nel libro si alternano momenti di ilarità, in cui vi troverete a sorridere e a ridere da sole, ma anche numerosi momenti seri dove non nego che una lacrima (e anche più di una possa scendere). Non sono qui per raccontarvi la trama (anche perché il libro è lungo più di 500 pagine) ma per invitarvi a non fermarvi alle apparenze (non solo con i libri ma anche e soprattutto con le persone). Riporto qui una frase del libro in cui mi sono ritrovata:

Cerca di fare il lavoro che più ti piace. Non quello che ti farà guadagnare di più, ma quello che non smetterai di fare anche quando starai facendo altro. E non perché non riuscirai a smettere di lavorare ma perché sarà la tua passione, e la ritroverai in tutto. Nelle cose, nelle persone, nei luoghi. Studia. E non per collezionare qualche A. Ma per difenderti, per non permettere a nessuno di raggirarti. Perché è bello sapere. Fare collegamenti. Avere letture diverse. Sii curioso, leggi informati, continua a fare domande come le fai oggi, chiediti il perché di tutto e ricordati che le risposte non si trovano, si cercano.

Brava Selvaggia.

Ma soprattutto grazie.

 

“Il resto – ossessioni, ansie, struggimenti – è roba che ha a che fare con l’affanno. E l’amore felice non si affanna”.

Vivila

20140511-211847.jpgVivila e’ il mio motto da qualche mese a oggi…
L’ho maturato dopo il viaggio in Andalusia e non mi ha più lasciato.
C’è stato pure un momento in cui volevo tatuarmelo ;-)
Vivila e’ uno stato mentale: per me così nostalgica e titubante, per me così riflessiva a volte fino all’esasperazione, vivila significa un punto di rottura. Rottura dal passato – forse un po’ troppo conservatore e ingenuo e slancio verso un futuro tutto da costruire.
Vivila e’ il mio incoraggiamento quotidiano a fare senza indugiare, a dire senza tremare, ad amare senza avere paura.
Vivila perché le cose più belle avvengono quando agisci con quella sana impulsività che ti fa vivere tutto con più leggerezza!!!

Se il segreto della felicità fosse…

piediSo che ho già dedicato un post a questo tema.

So che molti di voi già solo leggendo il titolo diranno “ancora a scrivere di felicità”…
Permettetemi di essere ripetitiva.. lo ammetto lo sono e a volte me ne vergogno.
Comunque la risposta è “sì sono qui ancora per scrivere di felicità”. E ora vi spiego anche perché…

Per anni leggendo le rubriche dei giornali più disparati mi sono sempre chiesta cosa significasse realmente la frase “continuare a stupirsi”… e chissà quante volte mi sono riempita la bocca di questa frase, senza averne colto il vero senso.

Poi ultimamente ho capito cosa significasse realmente… nella vita di tutti giorni, in famiglia, in coppia, con le amicizie, al lavoro.. con noi stessi. Ho capito che è bellissimo continuare a stupirsi quando si vede il mare per la prima volta dopo il lungo inverno, quando si impara qualcosa di nuovo, quando si fa la cosa più semplice in due e la si condivide, quando si mangia una torta fatta in casa e se ne assapora la sua genuinità briciola dopo briciola, quando si beve il caffè con un’amica che non vedi da tantissimo tempo o con la collega che vedi tutti i giorni, quando ti svegli nel cuore della notte e allunghi una mano per assicurarti di non essere sola.

Ho capito che continuare a stupirsi è fondamentale. Come è fondamentale non dare nulla per scontato. Mi stupisco quando ho due ore di tempo solo per me, lontano dal rumore e dalla frenesia, quando prima di addormentarmi ripenso alle cose belle che mi sono successe nel corso della giornata. Continuare a stupirsi del tempo che trascorriamo insieme a qualcuno perché crescendo abbiamo capito che il tempo è prezioso e non si può sprecare. Continuare a stupirsi ogni volta che si cena insieme anche se la giornata è stata dura e non priva di ostacoli. Continuare a stupirsi in un’amicizia e magari se necessario dire “proviamo a ricominciare”.

E sapete qual è l’immagine che più associo al messaggio del continuare a stupirsi? Ai bambini che toccano la sabbia per la prima volta e continuano a giocarci per ore, giorni e anni senza mai stancarsi. In fondo cosa c’è di più semplice di un pò di sabbia asciutta che puoi bagnare con l’acqua del mare e scoprire che puoi giocarci all’infinito?

Continuare a stupirmi come segreto per essere felice?

Secondo me sì..

#NEVADOFIERA, esercizio eccellente per l’autostima

Non ho mai avuto troppa autostima, anzi ci sono giorni in cui proprio esce di scena dalla mia vita per poi tornare a fare capolino.
Quindi appena ho letto il post di Valentina ho colto la palla al balzo, e così come amo fare l’esercizio di #3cosebelle (non dico tutti i giorni, ma molto frequentemente), ho deciso di stilare la mia personale lista delle tre cose/azioni di cui vado fiera con la promessa di rileggerla ogni qualvolta in cui l’autostima prenderà la via d’uscita…

1. Riconoscere il buono da ogni situazione: sia nel lavoro sia nella vita personale ci sono momenti, giornate e talvolta veri e propri periodi in cui è tutto nero, tutto va storto e non succede niente di bello.. anzi si ha proprio la sensazione che tutto vada al contrario di come deve andare. Con il tempo e con l’età (e con il senno di poi…) ho imparato che non tutto il male viene per nuocere, che dietro qualsiasi brutta esperienza, o brutta giornata si nasconde un’opportunità o in generale qualcosa di buono. Provate a farci caso d’ora in avanti.. fate un piccolo sforzo… se qualcosa non va come dovrebbe andare, provate a pensare a cosa vi ha insegnato quell’esperienza? Sono sicura che qualcosa c’è sicuramente.

io2. Vivere le sfide: anche se ammetto senza vergogna di essere una fifona, amo le sfide. Amo sfidarmi, amo mettermi alla prova con la sana consapevolezza che potrei fallire e potrei uscirne frustrata, piegata. Ma come mi ha detto un caro collega pochi giorni fa di fronte ai miei dubbi “chi non risica non rosica”… e quindi avanti tutta.

3. L’idealismo: si ne vado fiera. Ne vado fiera perché è qualcosa di sempre più raro. Ne vado fiera anche se mi fa soffrire, anche se mi fa apparire estremamente ingenua agli occhi degli altri, anche se mi fa ingoiare rospi quotidiani, anche se blah blah blah. Ne vado fiera perché spero che le cose possano sempre cambiare, perché spero che dopo una fine ci sia sempre un meraviglioso inizio…

Questo è quello di cui vado fiera…

P.s questo è un post scritto d’impulso, di getto.. di quei post che non rileggo, che sarà sicuramente pieno di refusi. Per questo mi scuso in anticipo…